Ca’ Granda cinque secoli di storia

exhibition

Una selezione accurata di tipologie di apparecchi differenti, dalle lampade fluorescenti speciali alle lampade alogene per illuminare e valorizzare il patrimonio storico, culturale e artistico custodito presso la Ca’ Granda

Anno

1981

Luogo

Palazzo Reale, Milano – Italia

Cliente/Collaboratore

Arch. Roberto Menghi

Ca' Granda, "Casa Grande", è il nome che i milanesi hanno dato al vecchio ospedale, fondato nel 1456 dal duca di Milano Francesco Sforza e da sua moglie Bianca Maria Visconti Sforza. L' edificio, progettato dal Filarete nel 1457 circa, è stato modificato nel corso dei secoli, e, infine, danneggiato molto seriamente dai bombardamenti nel 1943. Restaurato e riadattato dopo la guerra, ospita oggi la sede dell'Università. La Ca 'Granda, creata per il recupero e la cura dei "poveri, malati, trovatelli e altre povere anime", ha da sempre ricevuto generosi contributi in denaro e in terre dai milanesi: come era uso comune in tutte le istituzioni di beneficenza. La Ca' Granda ha raccolto i ritratti dei benefattori: la collezione è particolarmente importante, forse unica per qualità e numero di opere. Questa è la prima volta che i dipinti vengono esposti in gran numero e organicamente collegati agli Archivi, altra parte importante delle proprietà dell'ospedale: questi infatti non solo custodiscono tutti i documenti relativi all’operato quotidiano dell' ospedale, ma conservano anche circa quattrocento archivi privati derivanti da lasciti. L'allestimento unisce in modo elegante e molto leggibile una vasta gamma di reperti: circa trecento ritratti, scelti tra i novecento della collezione; documenti d'archivio relativi ai ritratti e all’ ospedale: documenti relativi all’edificio della Ca' Granda, sculture ed altre opere d'arte, libri di medicina e strumenti medicali appartenuti all’ ospedale. La struttura a fisarmonica dell’ esposizione unisce i quadri alle vetrine per i documenti, e suggerisce un modo semplice ed economico di illuminazione dell’insieme con due sorgenti di luce, alloggiate rispettivamente nella parte inferiore e nella parte superiore. Lampade fluorescenti speciali sono collocate all’esterno delle vetrine ad una distanza tale da non superare 30-60 Lux sui documenti senza apporto di calore. Sono state scelte lampade alogene per illuminare i dipinti con l'intensità desiderata (100 - 150 Lux), in assenza di riflessi: una luce concentrata sulle immagini, secondo la linea guida che prevede i ritratti emergere drammaticamente dallo sfondo il più possibile neutro e scuro, come in una galleria di antenati.

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